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Tradizioni
Il mondo del presepe
"In quei giorni un decreto di Cesare Augusto
ordinò che si facesse il censimento di tutta
la terra. Questo primo censimento fu fatto
quando era governatore di Siria Quirino.
Tutti andavano a farsi registrare, ciascuno
nella sua città. Anche Giuseppe che era della
casa e della famiglia di Davide, dalla città
di Nazaret, in Galilea, salì in Giudea alla
città di Davide chiamata Betlemme, per farsi
registrare insieme con Maria, sua sposa,
che era in cinta. Ora, mentre si trovavano
in quel luogo, si compirono per lei i giorni
del parto. Diede alla luce il suo figlio
primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose
in una mangiatoia, perché non c'era posto
per loro nell'albergo." (Luca 2, 1-7)
Fu nel1223 che, per la prima volta, Francesco
d'Assisi ideò il suo Presepio:
rappresentazione
della nascita del Messia. Rinvigorì
tale
tradizione, di più antiche origini,
che si
diffuse grazie all'opera di francescani,
domenicani, gesuiti. Si vedeva
nella sacra
rappresentazione della Natività
un mezzo
utile ad evangelizzare la Cristianità.
Servì
a riunire nei giorni del Natale
le comunità
cristiane.
Il presepe rende vivo il significato
del
Natale, riproduce pari pari ciò
che accadde
in quella notte di duemila e
più anni fa
in cui in un'umile mangiatoia
nacque il Redentore.
Fu, fino a pochi decenni fa,
simbolo di agiatezza,
allestirne uno in casa, dacché
solo le famiglie
più ricche potevano permetterselo.
Non per
questo la gente comune non si
adoperava per
allestirne uno proprio. Lo si
preparava in
chiesa, nasceva dall'abilità
e la dedizione
di contadini, artigiani, giovani
pieni di
fantasia. In quei giorni si plasmavano
pastori
con la creta, la Madonna, i Magi,
gli animali
domestici. E si raccoglieva del
muschio,
del sughero, cortecce, rami che
sarebbero
poi serviti a creare prati, la
capanna, nucleo
del presepe, e tutto ciò che
sarebbe poi
servito da sfondo per quella
sacra rappresentazione.
In pochi giorni di lavoro veniva
su il presepe
frutto del lavoro di un'intera
comunità.
Anche a San Nicola nacque e restò
viva questa
tradizione, di gente che in chiesa
va a lavorare
per la riuscita di quell'opera
che, anno
dopo anno, riporta alla mente
la lieta novella
della nascita di Gesù. Sull'altare
dedicato
alla Madonna del SS. Rosario,
nella piccola
chiesa che fu di San Sebastiano,
un presepe
grande e curato con dovizia di
particolari
da decenni viene creato dai confratelli
della
congrega devota alla Madonna.
Pastori, montagne,
piccoli borghi di cartone ed
alberi che fanno
da sfondo ed un cielo stellato
di carta,
il tutto creato dalla pratica
manualità dei
confratelli. Con il passare degli
anni e
l'evolversi della tecnologia
anche gli elementi
del presepe si evolsero e si
diede movimento
alle statuine, si fecero scorrere
fiumiciattoli
simili al vero e si fu in grado
di alternare
il giorno e la notte con luci
e colori. Rimase
invariata però la passione nel
crearlo e
la voglia di renderlo migliore
anno dopo
anno.
Dai vividi ricordi dei giovani
di un tempo
che vollero negli anni contribuire
alla realizzazione
dei presepi emerge il grande
affetto nei
riguardi di Carnovale Domenico
(Micuzzu)
Egli seguiva con attenzione,
passo passo,
lo sviluppo del presepe ed ideò
i primi meccanismi
di movimento usati nella nostra
chiesa e
dell' alternatore "giorno-notte".
Li creò con motori di lavatrice,
lame di
rasoio e semplici oggetti della
quotidianità.
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